{"id":53,"date":"2008-03-02T10:39:23","date_gmt":"2008-03-02T09:39:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/?page_id=53"},"modified":"2008-04-26T13:59:48","modified_gmt":"2008-04-26T12:59:48","slug":"cenni-storici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/?page_id=53","title":{"rendered":"Cenni Storici"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">La prima citazione di Cantalice risale al <st1:metricconverter productid=\"1081. L\" w:st=\"on\">1081. L<\/st1:metricconverter>&#8216;origine del paese si fa dunque risalire all&#8217;epoca tarda romana quando, in seguito a numerose invasioni da parte dei saraceni, le frazioni vicine a Cantalice (Rocca di Sopra, Rocca di Sotto e Rocchetta) si unirono per costituire un centro inattaccabile. <span style=\"color: #000066\"><o:p><\/o:p><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Il centro appare isolato ed inespugnabile grazie alla scabrosit\u00e0 del colle dove sorge il paese ed alle case serrate tra loro fino al punto pi\u00f9 alto dominato dal Torre del Cassero. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">L&#8217;insediamento era articolato nella rocca, di cui oggi resta la torre con cisterna interna, pi\u00f9 volte risistemata come dimostra la forma in parte cilindrica,in parte rettangolare, che dominava dal ripido sperone l&#8217;accesso alla montagne e il villaggio che si era formato a poco a poco, ai piedi della struttura fortificata. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Il nome Cantalice deriva dalla contrazione di due termini,uno greco e l&#8217;altro latino, <em>cata <\/em>ed <em>ilex <\/em>(presso il leccio); si narra infatti che un leccio sia nato da una roccia bianca dietro la sagrestia della Madonna delle Grazie. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Nel corso della storia il paese fu al centro di numerose controversie territoriali con Rieti e con i castelli vicini. Verso la met\u00e0 del XIII secolo, il papa concede Cantalice e il territorio limitrofo al re di Napoli Carlo d&#8217;Angi\u00f2 per aver da lui avuto l&#8217;aiuto a contrastare i Ghibellini italiani sostenitori degli Svevi e delle prepotenze dell&#8217;impero germanico. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p>\u00a0<\/o:p>Un iniziale tentativo di Rieti di attrarre in citt\u00e0 gli abitanti di Cantalice fu attuato nel 1304 per mezzo di un invito all&#8217;inurbamento dietro concessioni di privilegi ed esenzioni fiscali. Allettata dall&#8217;idea di possedere Cantalice, Rieti promette infatti concessioni di speciali protezioni contro ogni nemico permettendo l&#8217;annessione dei cantaliciani nell&#8217;esercito, dando loro anche il diritto di partecipare al parlamento, chiedendo per\u00f2 l&#8217;impegno da parte degli abitanti della Rocca di trasferirsi nel territorio reatino pagando determinate tasse e un tributo di 100 fiorini d&#8217;oro. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p>\u00a0<\/o:p>I primi disaccordi vennero fuori pochi decenni dopo per poi aumentare di asprezza tra il XV e il XVI secolo quando si inserirono nel contesto di un&#8217;instabilit\u00e0 generalizzata per una serie di conflitti con i comuni limitrofi di Poggio Bustone e Rivodutri, spalleggiati da Rieti. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p>\u00a0<\/o:p>Proprio per difendersi dalle angherie dei vari feudatari, Cantalice concorse al progetto di Carlo II di creare una nuova citt\u00e0 che in onore del suo primogenito, Roberto Duca di Calabria si sarebbe chiamata Cittaducale. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p>\u00a0<\/o:p>Nel 1308, con la fondazione di Cittaducale, Cantalice entr\u00f2 a far parte dei suoi confini e, nel 1348, si assiste alla firma del capitoli di pace tra Rieti e Cittaducale. Fu cosa di breve durata: nel 1376 si riaccesero le lotte. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p>\u00a0<\/o:p>In questo clima di endemica guerriglia, le fortificazioni furono pi\u00f9 volte rinforzate; nel 1437 persino i Reatini costruirono un nuovo fronte di difesa sulla cima del Montegambero, cos\u00ec come nel 1377 avevano fondato allo stesso scopo di difesa Castelfranco. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p>\u00a0<\/o:p>\u00c8 in quest&#8217;epoca che accade la tipica lotta tra Cantaliciani e Reatini per la \u201c <em>troja rapita <\/em>\u201d sul quale fatto lo spoletino Loreto Vittori ebbe a scrivere un poema in ottave dal titolo la \u201cla troja rapita\u201d che prende a modello la \u201cSecchia Rapita\u201d di Tassoni. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>I giochi della politica internazionale del tempo portarono Cantalice sotto il papato. Con il trattato di Terracina del luglio 1443, il papa concedeva al re di Napoli, a titolo di vicariato, il governo di Terracina e Benevento e, in cambio il papa otteneva Cittaducale, Cantalice, Accumoli e Leonessa. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Questa situazione dur\u00f2 solo 4 anni perch\u00e9 Niccol\u00f2 V dovette ricederli al Regno di Napoli il 20 marzo 1447 per le spese della guerra delle Marche. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Nel 1485 Cantalice rafforz\u00f2 l&#8217;alleanza con Cittaducale contro gli aquilani che avevano fatto alleanza col papato. La contrapposizione al papato nasceva dalla consapevolezza che sottomettersi alla Stato della Chiesa significava sottomettersi a Rieti. <span>\u00a0<\/span>Alla fine del 1485 si ebbero le prime avvisaglie di quanto nel marzo &#8217;86 divenne una vera e propria guerra. La pace si sarebbe raggiunta solo l&#8217;11 ottobre quando la citt\u00e0 di L&#8217;Aquila innalz\u00f2 la bandiera aragonese.<\/span><span style=\"font-size: 14pt\"> <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Il 25 giugno 1502 papa Alessandro VI, per richiesta di Cantalice, formava la diocesi autonoma di Cittaducale. <span style=\"color: #000066\"><o:p><\/o:p><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Il Vicer\u00e9 stesso Ferdinando Alvarez de Toledo, Duca d&#8217;Alba, invi\u00f2 in aiuto ai Cantaliciani in seguito all&#8217;ennesimo conflitto con i reatini, un robusto esercito di 7000 uomini, comandati da Ascanio della Cornia. Quando giunse, l&#8217;assedio era gi\u00e0 stato tolto. Il vicer\u00e9 avuta notizia del felice esito della guerra e della ritirata dei reatini, per onorare l&#8217;ordine e la fedelt\u00e0 dei cantaliciani li esent\u00f2 per 25 anni dai pagamenti fiscali perch\u00e9 restasse memoria di quanto accaduto, ordin\u00f2 che intorno all&#8217;ama fosse scritto il motto \u201c <em>fortis Cantalica fides <\/em>\u201d e fosse inserita un&#8217;aquila nello stemma che da allora si presenta cos\u00ec ordinato: scudo coronato con torre di oro in campo azzurro, ai lati leone rampane<span>\u00a0 <\/span>e l&#8217;elce ramoso, sopra l&#8217;aquila, sotto il motto suddetto. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Nel 1539, Cantalice fu infeudato dall&#8217;imperatore Carlo V alla figlia naturale Margherita d&#8217;Austria, sposa di Alessandro de&#8217; Medici ed in seconde nozze di Ottavio Farnese. Il dominio farnesiniano su Cantalice dur\u00f2 fino al \u2018700. L&#8217;attenzione di Margherita d&#8217;Austria fu subito richiamata dalle controversie tra i paesi in suo possesso, ragion per cui provvide non solo a ripararli dalle scorrerie dei briganti ma anche a rimuovere ogni causa di animosit\u00e0 e di dissidi tra citt\u00e0 e Rieti: affid\u00f2 ad appositi commissari la determinazione dei confini e consacr\u00f2 una serie di condizioni. Morti Margherita ed Ottavio prendeva il possesso di Cantalice Alessandro Farnese che si impegn\u00f2 efficacemente a far rispettare la pace firmata: la forza della legge rendeva ormai inutili i tentativi dei Reatini di ricorrere alle armi. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Con il XVII secolo iniziava per Cantalice un periodo di decadenza che culminava nel 1655 con le lotte intestine tra famiglie Cantaliciane (Lancia, Tafani, Marritto, Carbuglia). Lo scompiglio generale aumentava per le continue incursioni delle bande brigantesche che si andavano diffondendo nel territorio perch\u00e9 si pagasse loro e non al regio tesoriere il fisco. Una di queste bande fu guidata da Giuliano Micheli. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Nel 1761, si estinse la linea maschile della famiglia Farnese; con la morte del duca Antonio i beni passarono ad Elisabetta Farnese, moglie di Filippo V di Spagna e, subito dopo, con l&#8217;ascesa al trono delle due Sicilie di suo figlio Carlo III, fu ridisegnato l&#8217;assetto giurisdizionale del regno. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p>Gi\u00e0 nel 1716, Cantalice aveva avuto l&#8217;autorizzazione a scindersi dal governo di Cittaducale e a nominare un proprio governatore. Questo processo di sviluppo economico e sociale ebbe il suo coronamento con la concessione del titolo di citt\u00e0. Passata la parentesi del periodo Farnese, un periodo di benessere si ebbe dopo il ritorno nel regno di Napoli. Dopo i fatti di marzo 1821 e la sconfitta di Pepe, ricomparvero i briganti. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 14pt\"><o:p><\/o:p><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: 'Times New Roman','serif'\">Il colera negli anni &#8217;40 comport\u00f2 dannose conseguenze e i nuovi confini tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie spezzava l&#8217;unit\u00e0 territoriale di Cantalice. Cantaliciani figurarono sia nelle truppe garibaldine quanto nell&#8217;esercito regolare.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima citazione di Cantalice risale al 1081. 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