{"id":56,"date":"2008-03-02T16:23:29","date_gmt":"2008-03-02T15:23:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/?page_id=56"},"modified":"2008-04-27T23:15:10","modified_gmt":"2008-04-27T22:15:10","slug":"il-cantalicio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/?page_id=56","title":{"rendered":"Personaggi illustri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">Per lo struggente amore del luogo natio Giovanni Battista Valentini, uno dei pi\u00f9 valenti e poliedrici letterati vissuti tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, intese chiamarsi e farsi chiamare \u00abCantalicio\u00bb. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">L&#8217;antico comune di Cantalice quando nacque il Valentini, nel 1450, annoverava gi\u00e0 una lunga serie di lotte con i paesi circo\u00adstanti e soprattutto con Rieti che aveva compiuto, vari tentativi di annetterne il territorio, la popolazione e le istituzioni. Particolarmente aspre e tenaci furono le contese, avvenute dal 1495, tra i cantaliciani e la coalizione dei reatini, dei francesi, dei pontifici e di alcuni castelli circostanti come Poggio Bustone e Rivodutri, che riun\u00ec un eserci\u00adto di oltre diecimila soldati, senza riuscire a scardinare la difesa ed a vincere la re\u00adsistenza dei cantaliciani. Fu in tale circo\u00adstanza che alla porta della citt\u00e0, invano assalita, fu dato il nome omerico di \u00abScea\u00bb. Tali annose discordie contribui\u00adrono a rendere alquanto instabile e occa\u00adsionale la permanenza in Rieti del Valentini che, fin da giovanissimo, si era segnalato sia nella Curia Romana sia nell&#8217;arnbiente universitario, dove fu ac\u00adcolto con ammirazione ed entusiasmo dal suoi maestri. Molto apprezzato come in\u00adsegnante e come precettore presso le nobili famiglie romane, ebbe l&#8217;incarico, dallo stesso dotto pontefice Pio II, di at\u00adtendere all&#8217;istruzione dl un figlio dl una sua cugina. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">Simile incarico gli confer\u00ec il papa Alessandro VI per il nipote Pier Ludovico, definito \u00abfiaccola e onore del casato borgiano\u00bb. Grande ammirazione il Cantalicio ebbe per i figli di Papa Borgia, Cesare e Lucrezia, della quale registr\u00f2, con intento altamente adulatorio, il matrimonio con il duca di Ferrara. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">La sua fama di maestro e poeta si diffuse ampiamente an\u00adche al di fuori di Roma. Nell&#8217;atti\u00advit\u00e0 didattica, iniziata a Siena nel 1471, si rifaceva al mondo roma\u00adno, accostandosi frequentemente all&#8217;esperienza religiosa del Cristia\u00adnesimo e proponendosi come fine dell&#8217;educazione la formazione in\u00adtegrale del carattere e della per\u00adsonalit\u00e0 individuale. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">L&#8217;armonia del corpo e dello spirito da consegui\u00adre, nel corpo in quanto naturalit\u00e0 e nell&#8217;anima, in ossequio alla spi\u00adritualit\u00e0 ed il gusto delle <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">humanae litterae <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">, rappresentava, per lui, l&#8217;ideale pedagogico e didattico della scuola e della dottrina educativa della sua et\u00e0. Riteneva importante \u201cconoscere per poter agire e sapere per poter fare\u201d. Il comune di S. Gimignano, dove si rec\u00f2 ad insegnare con suo fratel\u00adlo Angelo, gli tribut\u00f2, l&#8217;anno se\u00adguente, un solenne elogio con tale espressione: \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">Clarissimum Virum Maglstrum Cantalicium Gram\u00admatice Professorum <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">Tra la sua vasta e ragguardevole operosit\u00e0 letteraria sono stati molto apprez\u00adzati gli studi grammaticali al punto da essere ritenuti veri e propri testi scolastici per tutto il Seicento. Partendo dalle arti liberali dell&#8217;antica Roma poi attraverso il Me\u00addioevo e gli scrittori del Trecento, ne descriveva gli elementi costitutivi, l&#8217;uso e l&#8217;articolazione in fonetica, la morfologia con le varie forme che ogni popolo assume\u00adva nel discorso ed infine i nessi sintattici del periodare. Assai utile all&#8217;uso degli studenti fu anche il \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">Glossario latino-reatino <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb. Nella mente e nel cuore degli scolari seminava i germi vitali del sapere, nella consapevolezza che non si passa dalle tenebre dell&#8217;ignoranza alla luce della scienza se non si opera un costante sforzo di interpretare e comprendere i testi antichi e penetrare pi\u00f9 addentro i problemi del\u00adl&#8217;uomo affinch\u00e9 sia in grado di intendere le ragioni dell&#8217;universo creato da Dio, di amarne la bellezza e di ammirarne l&#8217;immensit\u00e0. Alla pari del Cantalicio, opponendo\u00adsi al rigoroso ascetismo del Medioevo, aderirono alla nuova cultura molti religiosi come il Manetti, il Marsili, il Traversari e gli stessi papi Niccol\u00f2 V Leone X, e Pio II <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">La sua cultura e la sua disponibilit\u00e0 ed affabilit\u00e0, lo resero bene accet\u00adto alle pi\u00f9 celebri casate d&#8217;Italia, dagli Aragonesi, tenaci alleati di Cantalice, ai Montefeltro, dai Savelli agli Orsini, dai Gonzaga al Borghese, dai Varano al Piccolomini, dai Borgia ai Medici. Al Magnifico Lorenzo che ammirava per la sua abilit\u00e0 diplomatica e politica ma ancor pi\u00f9 per la sua fervida vena poetica, dedic\u00f2 il poemetto: \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">Volaterrana <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb, che descrive un evento storico del quale fu testimone, il Sacco di Volterra, messa a ferro e fuoco in seguito ad una violenta ribellione. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">Da Lorenzo Dei Medici fu annoverato tra i principali letterati del suo studio ed incaricato di diventare maestro e precettore del figlio Giovanni, futuro papa Leone X, quindi di insegnare nell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze dove ebbe proficui contatti con il Poliziano e con i pi\u00f9 dotti umanisti del tempo.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">Insieme a loro, il Cantalicio indagava con la propria ragione, la cultura, la politica, la storia e la natura, aderiva al movimento dell&#8217;Umanesimo, desideroso di ritrovare i codici dispersi, di penetrare con entusia\u00adsmo i testi latini, di approfondire gli autori classici e di sostenere la variet\u00e0 dei modelli da imitare, primi fra tutti i commediografi Plauto e Terenzio. Del primo, allo scopo di togliere gli spettatori dalle preoccupazioni del momento e di trasportarli in un mondo fantastico, libero da inibizioni, in un&#8217;atmosfera gioiosa e di disimpegno che riflettesse la mentalit\u00e0 borghese in espansione, fece rappresentare i \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">Menechmi <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb, commedia basata sugli equivoci e sullo scambio di persona; del secondo, con 1&#8217;\u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">Andria <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb e con l&#8217;\u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">Eunuco <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb, fece trasparire la finezza di introspezione psicologi\u00adca, la capacit\u00e0 di commozione e l&#8217;intensit\u00e0 drammatica. Dell&#8217;opera di Orazio sotto\u00adline\u00f2 il valore delle satire ed i concetti del \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">carpe diem <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb e \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">dell&#8217;aurea mediocritas <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb, laddove delle satire di Persio e Giovenale, approfond\u00ec l&#8217;aguzzo moralismo, il rim\u00adpianto del buon tempo antico e la lode del \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">mos maiorum <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb. Queste ed altre attivit\u00e0 attinenti all&#8217;antico mondo romano furono talmente apprezzate nel Valentini da esse\u00adre valutato \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">celebre restauratore della vera favella latina <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">Tra i suoi vari e nume\u00adrosi componimenti poetici, espressi con vena di fine ironia e con saliente umanit\u00e0, \u00e8 opportuno segnalare il poema \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">Venatione <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb, corredato da preziose miniature, in do\u00addici volumi di epigrammi, dedicati a vari principi e pontefici. Tra le liriche profane non si possono trascurare, oltre alle tematiche attinenti alla caccia, alle giostre e al filone realistico e bucolico, quelle di carattere amoroso. Emerge tra esse nel segno della migliore tradizione classica, quella scritta per una giovane di nome Fedra della quale si era innamorato. Quando la donna spos\u00f2 un uomo d&#8217;arme, il poeta avvert\u00ec tutta la lacerazione del suo io, dedicandole un epitalamio carico di risentimento, di accuse di tradimento e di afflizione per il dileguarsi del sogno di un amore nostalgi\u00adcamente accarezzato. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">In presenza di cos\u00ec ampia molteplicit\u00e0 di interessi, due pecu\u00adliari situazioni incisero decisamente nella vicenda esistenziale del Cantalicio: i con\u00adtroversi e problematici rapporti con Rieti e l&#8217;elezione a vescovo. In considerazione della sua fama, gi\u00e0 consolidata di dotto maestro in varie zone d&#8217;Italia, delle sue attivit\u00e0 pubbliche, compresa quella di ambasciatore nella corte di Spagna, Rieti, si adoper\u00f2 a reclamarne la presenza come \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">Dottissimo maestro e precettore <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb. La nomina, voluta all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico del 1483, dal Consiglio di Credenza ed approvata dai Priori e dal Governatore, suscit\u00f2 grande consenso ed entusiasmo nei cittadini, negli scolari e nello stesso Maestro che aveva cos\u00ec modo di vivere ed operare nei pressi della sua diletta Cantalice. Tra i suoi scritti, che assumono oggi, pi\u00f9 che mai, il carattere di tragica attualit\u00e0, merita di essere apprezzata \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">L&#8217;esorta\u00adzione alla pace <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb, proposta per un&#8217;opera di pacificazione tra reatini e cantaliciani.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">In essa \u00e8 dato leggere, tra l&#8217;altro, \u00ab <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 10pt\">Che giova crescere ancora il furore della guerra, devastare le case, bagnare i campi di sangue e infrangere i patti tradendo gli impe\u00adgni? Che giova abbrutire i cuori con bestiali duelli e fuggire la pace che \u00e8 giusta? Suvvia, ambedue deponete questa asprezza d&#8217;animo. Tu Rieti che vivesti all&#8217;epoca del re Saturno e hai preso il nome da Rea, godi la pace delle tue campagne ubertose e voi, genti della mia Cantalice, deponete tanta furia guerriera e i veleni dell&#8217;odio, fate in modo che la vostra rigogliosa giovent\u00f9 non perisca in armi esecrande <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">\u00bb.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">L&#8217;attivit\u00e0 didattica del Cantalicio, che era stata prevista per otto anni, dur\u00f2 per\u00f2 assai poco, sia per le persistenti e gravi ostilit\u00e0 tra reatini e cantaliciani, sia per il verificarsi di un drammatico fatto di sangue che colp\u00ec lo stesso Cantalicio. Quando suo cognato, il maestro Lorenzo Chiarenti di S. Gimignano, insieme ad un suo amico, uccise un panettiere reatino di nome Antonio, a nulla valse l&#8217;impegno di risarcimento, nella misura di cento ducati, sborsati dal Cantalicio per evitare al congiunto guai estremi. Le auto\u00adrit\u00e0 reatine, nonostante l&#8217;impegno del Maestro, teso ad interporre i suoi buoni uffici per sanare le conseguenze del luttuoso evento e l&#8217;inutile tentativo di pacificazione tra Rieti e Cantalice, dovettero consentire al Cantalicio di lasciare la citt\u00e0. Ci\u00f2 che fece puntualmente non prima di aver rivolto un affettuoso saluto alle autorit\u00e0 reli\u00adgiose ed ai suoi scolari, per prestare la sua opera di insegnante prima a Teano, poi a Perugia ed in seguito alle corti rinascimentali di Roma e di Napoli. Dopo vent&#8217;anni di pregevole attivit\u00e0 didattica, il papa Giulio II, entusiasta della profonda cultura umanistica e della singolare piet\u00e0 religiosa del Valentini, il 1\u00b0 dicembre del 1503, lo nomin\u00f2 vescovo di Penne e di Atri. Accolto con grandi manifestazioni di stima e di affetto, il nuovo presule fece fare alla diocesi un deciso salto di qualit\u00e0 manifestan\u00addo sentimenti di filiale devozione alla Chiesa abruzzese e zelo apostolico nella for\u00admazione delle coscienze e nelle iniziative caritative ed assistenziali. Nel nuovo apostolato e g li conferm\u00f2 le sue eccellenti doti d&#8217;ingegno e di vivace operosit\u00e0, cor\u00addialit\u00e0 di rapporti, sollecitudine e benevolenza.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-weight: normal\">La sua espressione era garbata, la parola sobria ed il periodare elegante e sostenuto da significazioni di ottimismo. Ai giovani, considerati vivaio della diocesi, fu fulgido esempio di dottrina e di acco\u00adglienza. Suo merito precipuo risult\u00f2 naturalmente la cura degli archivi storici e pa\u00adstorali e dei tesori artistici, il pi\u00f9 importante dei quali era rappresentato dalla monumentale cattedrale di S. Maria Assunta di Atri, dalla splendida facciata, orna\u00adta dal magnifico portale e dal rosone riccamente decorato. Dati i tempi irti di diffi\u00adcolt\u00e0 ed in considerazione che il Valentini, preferiva la cattedra al mitra, si risolse a lasciare l&#8217;attivit\u00e0 apostolica, ereditata tuttavia, nella stesa sede episcopale, proprio l&#8217;anno della morte, avvenuta il 1 dicembre 1514, da suo nipote Valentino Valentini. I suoi concittadini, dei quali aveva elogiato, con autentico slancio, la costanza, la ret\u00adtitudine morale, la fedelt\u00e0 ed i meriti guerrieri, gli eressero, sinceramente memori e devoti, in S. Maria del Popolo, una statua di fronte a quella di S. Felice che, al pari di lui, ha illustrato la prediletta terra natia.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Testi tratti da Renzo Di Mario, \u201c <em>Ritratti sabini <\/em>\u201d <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per lo struggente amore del luogo natio Giovanni Battista Valentini, uno dei pi\u00f9 valenti e poliedrici letterati vissuti tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, intese chiamarsi e farsi chiamare \u00abCantalicio\u00bb. 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