{"id":92,"date":"2008-04-29T13:53:20","date_gmt":"2008-04-29T12:53:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/?page_id=92"},"modified":"2008-04-29T13:53:20","modified_gmt":"2008-04-29T12:53:20","slug":"san-felice-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/?page_id=92","title":{"rendered":"San Felice"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">\u00a0<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/sanfelice.jpg\" alt=\"sanfelice.jpg\" \/><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/sanfelice2.jpg\" alt=\"sanfelice2.jpg\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right\" align=\"right\"><em><span style=\"font-size: 8pt; color: #000066\">Questo servo di Dio che, vivendo non fece in terra altra figura<o:p><\/o:p><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right\" align=\"right\"><em><span style=\"font-size: 8pt; color: #000066\"><span> <\/span>che di uomo idiota e cercatore di limosina per i suoi frati, ora,<o:p><\/o:p><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right\" align=\"right\"><em><span style=\"font-size: 8pt; color: #000066\"><span> <\/span>regnando con Dio in cielo, venerato qua interra per la sua <o:p><\/o:p><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right\" align=\"right\"><em><span style=\"font-size: 8pt; color: #000066\">santit\u00e0 dai grandi confonde i fasti maestosi di ogni monarca<o:p><\/o:p><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right\" align=\"right\"><em><span style=\"font-size: 8pt; color: #000066\"><span> <\/span>pi\u00f9 sublime di questo mondo\u201d<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right\" align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"color: #000066\">Felice da Cantalice<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"> <\/span><\/strong>, primo santo dell\u2019Ordine dei Cappuccini.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">NASCITA <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Uno dei personaggi che hanno edificato <st1:personname productid=\"la Roma\" w:st=\"on\">la Roma<\/st1:personname> del 500 con dei \u201c <em><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">fioretti singolari <\/span><\/em>\u201d \u00e8 San Felice da Cantalice dell\u2019Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Il primo santo dell\u2019Ordine Cappuccino nacque tra il 1513 e il <st1:metricconverter productid=\"1515 a\" w:st=\"on\">1515 a<\/st1:metricconverter> Cantalice, castello di Cittaducale da Santa e Santo Porro, famiglia di tradizione cristiana.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 da bambino, amava straordinariamente le pratiche di piet\u00e0. Assisteva con devozione alla S.Messa, radunava i fanciulli suoi coetanei e li animava a fare il bene e fuggire il male. I suoi compaesani ammiravano la sua straordinaria piet\u00e0 unanimemente vaticinavano che egli sarebbe divenuto un gran santo. Ma la loro ammirazione crebbe quando gli fu affidata la custodia del gregge paterno. Nel silenzio dei boschi e nella solitudine dei campi, sentiva pi\u00f9 che mai la voce si Dio che parlava al suo cuore. Ripeteva con frequenza le orazioni apprese dal labbro materno e, all\u2019ombra degli alberi, sul tronco dei quali aveva inciso una croce, si fermava a pregare e meditare intorno ai misteri della nostra Redenzione <strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">. <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"><o:p> <\/o:p><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">IL MIRACOLO DELL\u2019ACQUA <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Si narra che durante una calda giornata di lavoro, nel luogo dove oggi sorge il Santuario di San Felice All\u2019Acqua, attualmente luogo di ritrovo di numerosi pellegrini, Felice abbia pregato per far scaturire una sorgente d\u2019acqua.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Durante una calda giornata estiva, Felice e i suoi compagni erano dediti come solito alla cura degli armenti, il gran caldo e la mancanza di acqua comportava una gran fatica, i suoi compagni, al limite di sopportazione si lamentavano e imprecavano contro Dio e il loro triste destino. Affinch\u00e9 i contadini potessero estinguere la sete, Felice preg\u00f2 e, colpendo a terra con un bastone fece scaturire una sorgente d\u2019acqua. <strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">  <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"><o:p> <\/o:p><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">CITTADUCALE<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Ad otto anni, costretto dalla necessit\u00e0, lascia il tetto paterno per raggiungere Cittaducale presso il nobile Marco Tullio Pichi che gli affida la cura dei suoi armenti. Per lenire il dolore del distacco, soprattutto dalla sua adorata madre, intensific\u00f2 le pratiche religiose:si racconta che durante la notte si ritirava in luoghi solitari e si flagellava con un mazzo di corde il suo corpo per riparare le offese che dagli uomini ingrati si facevano a Dio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Viste le sue virt\u00f9, l\u2019umile pastorello fu chiamato ad abitare in un sontuoso palazzo perch\u00e9 si occupasse dell\u2019educazione dei suoi figlioli.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"><o:p> <\/o:p><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><st1:personname productid=\"LA VOCAZIONE\" w:st=\"on\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">LA VOCAZIONE<\/span><\/strong><\/st1:personname><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Correva l\u2019anno 1543, un giorno messer Marco Tullio Pichi chiese a Felice di accompagnarlo al campo detto \u201cImmagine\u201d, al di l\u00e0 del fiume, per la consueta aratura autunnale. Arrivati in campagna, Felice aggioga i buoi all\u2019aratro e mentre cerca di liberare le zampe dalle funi i giovenchi, sentendosi liberi, atterrano Felice e lo calpestano malamente. Il coltro tagliente gli era passato sul petto lacerando giubbone e camicia, ma sangue non ne colava. Fu questo avvenimento straordinario che gli rivel\u00f2 la volont\u00e0 divina, messer Pichi aveva visto il vomere ficcarsi sul ventre e passare sul petto e sulla faccia di Felice, lo aveva visto rialzarsi, cadere in ginocchio e levare al cielo una preghiera ed implorare il perdono per il voto religioso sepolto dal trascorrere degli anni e da tutti ignorato.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Tra il 1543 e il 1544 entr\u00f2 tra i cappuccini: arriv\u00f2 dal Padre Guardiano e, quindi, si avvi\u00f2 verso Roma con la lettera commendatizia del Padre Guardiano nella tasca. Dice la storia, \u201ccorrea l\u2019anno 1543, quando Felice che era in quel tempo, come si disse, nel trentesimo della sua et\u00e0, si present\u00f2 in Roma al provinciale Padre Raffaele da Volterra\u2026.\u201d<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Gli inizi della sua esperienza religiosa furono assai difficili, travagliati fisicamente e spiritualmente. Fu inviato a compiere il noviziato ad Anticoli di Campagna, l\u2019attuale Fiuggi. La malattia lo prov\u00f2 duramente e ne mise in forse l\u2019ammissione all\u2019Ordine. Erano anni difficili per l\u2019Ordine sorto da poco: calunnie, defezioni clamorose sembravano minacciarne la sopravvivenza. Mentre era ormai novizio nel convento di Fiuggi, fu preso da una violenta \u201cfebbre quartana\u201d per lunghi giorni. I frati cominciarono ad impensierirsi, perch\u00e9 il noviziato non \u00e8 un ospedale e non si possono ammettere malati nella famiglia cappuccina. A seguito di votazione, fu mandato in prova definitiva la convento di Monte San Giovanni Campano. Super\u00f2 misteriosamente la dura prova <strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">: <\/span><\/strong>nel 1545, con il segno della croce dell\u2019analfabeta, sottoscrisse il suo testamento e il 18 maggio, a Monte San Giovanni campano, emise i voti di povert\u00e0, ubbidienza e castit\u00e0. Trascorse i primi anni di vita religiosa tra Anticoli, Monte San Giovanni Campano, Tivoli a Palanzana.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Nel 1547 pass\u00f2 al Convento di San Bonaventura a Roma dove rimase fino alla morte, prima come questuante di pane, poi come questuante di olio e vino. Era ignorante e analfabeta, ma si diede ad amare Dio ed il prossimo con totale dedizione.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"><o:p> <\/o:p><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">ROMA<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Dopo aver fatto il noviziato ad Anticoli, nel 1548 fu assegnato al convento di San Bonaventura in Roma, dove rimase fino alla morte. Qui per quarant\u2019anni si fece sommamente ammirare da tutta l\u2019Urbe per la cristiana innocenza dei costumi, per la semplicit\u00e0 e per il genere di vita e di asprissima penitenza.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Dalle prime ore del mattino, popola santa Messa, girava per le strade dell\u2019Urbe a piedi nudi, tra palazzi e casette, riempiendo la sua tasca ruvida, che chiamava l\u2019 <em><span style=\"font-size: 10pt\">alabarda<\/span><\/em><em><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"> <\/span><\/em>di pane. Si caricava anche dell\u2019olio, delle legna e delle castagne, delle noci, riempiva le fiasche di vino, era l\u2019instancabile asinello su cui si riversava l\u2019elemosina dei ricchi e dei meno ricchi. Per il denaro aveva un sommo orrore.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Per s\u00e9 non volle mai altra cosa fuori di ci\u00f2 che gli era strettamente necessario, per il suo lavoro di cercatore: una bisaccia, due fiasche per il vino che questuava, un bastone per appoggiarsi, un coltellaccio con alcuni pezzetti di legno per farne crocette. Fu questuante del convento di San Nicol\u00f2 dei Porci, ora Santa Croce dei Lucchesi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Non concesse al corpo stanco nessun riposo, castigandolo con digiuni che si era imposti al di fuori dell\u2019usanza comune. Si sarebbe nutrito di sole erbe e radici se non glielo avessero vietato, se qualche cibo gli sembrava troppo delicato lo rendeva amaro ed insipido mescolandovi della cenere.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Flagellava il suo corpo con tanta asprezza che, se Dio miracolosamente non lo avesse sostenuto, non avrebbe potuto resistere. Nulla ha fatto, soltanto l\u2019obbedienza: tirar su in silenzio la bisaccia sulle spalle ed uscire a chieder l\u2019elemosina, a chieder un po\u2019 di pane, un po\u2019 di olio e un po\u2019 di vino per la mensa di San Francesco in compagnia di un altro frate laico, Frate Angelo da Collescepoli: con ragione quindi i romani lo proclamavano angelo di innocenza e di semplicit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">I FANCIULLI<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Amava i fanciulli perch\u00e9 semplici ed innocenti come lui. Se ne stava volentieri in mezzo ad essi esortandoli a recitare la corona o a cantare qualche devota strofetta da lui stesso composta. Nel passare sempre davanti al Collegio Germanico tagliava la folla degli studenti che salutava con le parole <em><span style=\"font-size: 10pt; color: #000066\">Deo Gratis.<\/span><\/em><em><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"> <\/span><\/em>Quel saluto divenne cos\u00ec puntuale e caratteristico che alla fine gli scolari quando lo vedevano arrivare annunciavano \u201c <em><span style=\"font-size: 10pt; color: #000066\">Ecco Deo Gratis<\/span><\/em><em><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"> <\/span><\/em>\u201d. Oper\u00f2 spesso in loro favore grandi e straordinari miracoli resuscitando i morti, \u201cilluminando i ciechi o raddrizzando gli storpi\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">L\u2019AMICIZIA CON SAN FILIPPO NERI<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Proverbiale fu l\u2019amicizia di San Felice con San Filippo Neri, il fiorentino apostolo dei romani, talvolta si manifestava pubblicamente con simpatiche forme di saluto. Quando lo incontrava per strada, gli chiedeva pubblicamente consigli e ammaestramenti. La schietta e popolaresca semplicit\u00e0 del laico cappuccino, lo riempiva di consolante ammirazione. Anche San Carlo Borromeo lo tenne in grandissima considerazione, come tanti altri prelati, che riconoscevano nell\u2019indotto ma spirituale cappuccino, una straordinaria potenza intellettuale.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">L\u2019ALFABETO<o:p><\/o:p><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Felice non era un dotto, n\u00e9 un letterato, non sapeva leggere n\u00e9 scrivere. La sua scienza era la scienza di Dio, diceva di non conoscere che sei lettere, cinque rosse ed una bianca: le lettere rosse erano le piaghe del Crocifisso, quella bianca, <st1:personname productid=\"la SS. Vergine.\" w:st=\"on\">la SS. Vergine.<\/st1:personname> Era assiduo nel meditare la passione di Ges\u00f9, venerava con devozione <st1:personname productid=\"la Croce\" w:st=\"on\">la Croce<\/st1:personname>, nella tribolazione soleva spesso cantare una devota canzoncina: \u201cChi <st1:personname productid=\"la Croce\" w:st=\"on\">la Croce<\/st1:personname> stringe bene, Ges\u00f9 Cristo lo sovviene e il Paradiso ottiene\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">IL MEDICO DIVINO <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">In tutta Roma, per i tanti prodigi, non si parlava che di lui ed era comunemente chiamato il \u201cmedico divino\u201d. Per qualunque malattia il rimedio pi\u00f9 sicuro era ricorrere a San Felice. Nel cerimoniale romano non \u00e8 stabilito il numero dei miracoli che \u00e8 rimesso alla disposizione del diritto comune, nel diritto non si trova un determinato e certo numero richiesto perch\u00e9 uno possa essere canonizzato:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Guarigione da un tumore inveterato e dal dolore, Clarice Guarneri, romana affetta da un tumore molestissimo ai piedi, tanto da essere costretta a letto per tre anni. Unta da uno dei religiosi con l\u2019olio della lampada che ardeva davanti al sepolcro, scomparve ogni gonfiore ai piedi e ricominci\u00f2 a camminare liberamente;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Guarigione da artrite, Fra Paolo da Tivoli, cappuccino nel monastero romano fu colpito da grave artrite tale da non poter pi\u00f9 muoversi e camminare. Unto con l\u2019olio della lampada, guar\u00ec immediatamente dal dolore e si alz\u00f2;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Guarigione da apoplessia, cancro e altre malattie, Domenico Fiorone abitante di Castro Robiano, cadde in una febbre continua e acuta, alla quale si aggiunse l\u2019apoplessia e paralisi a un braccio con altri accidenti e un cancro al fianco. Per 4 mesi giacque immobile. Unto con l\u2019olio della lampada, il corpo si sgonfi\u00f2 e il signore fu liberato da ogni malattia;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Guarigione da febbre mortale, Caterina, bambina di 3 anni soffriva di febbre continua e dissenteria, fu unta con l\u2019olio della lampada. Immediatamente dopo, apr\u00ec gli occhi e incominci\u00f2 a camminare ormai restituita alla salute di prima;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Bambino liberato dalla cecit\u00e0, un bambino di quattro anni, a seguito di morbillo cadde in cecit\u00e0, unto con l\u2019olio della lampada recuper\u00f2 la vista.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">IL QUADRO CON <st1:personname productid=\"LA MADONNA E\" w:st=\"on\">LA MADONNA E<\/st1:personname> GES\u00d9 BAMBINO<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">La sua mente era sempre elevata a Dio: la notte, quando gli altri religiosi dormivano, egli passava lunghe ore in chiesa. Una notte di Natale fu visto dal Padre Alfonso Lupo, starsene genuflesso ai piedi dell\u2019altare che pregava <st1:personname productid=\"la SS Vergine\" w:st=\"on\"><st1:personname productid=\"la SS\" w:st=\"on\">la   SS<\/st1:personname> Vergine<\/st1:personname> che gli facesse vedere il Bambinello Ges\u00f9 cos\u00ec come nacque a Betlem. La regine del Cielo gli si present\u00f2 in un abito bianchissimo, stringendosi al seno il suo Divin Figliulo come se fosse nato da poco. Il Bambino con un salto, dalle braccia materne and\u00f2 a posarsi in quelle di Felice che incominci\u00f2 ad accarezzargli le guance e la barba. Per un quarto d\u2019ora Felice pot\u00e8 cullarlo dolcemente. Rinvenuto dall\u2019estasi, si sciolse in cantici di ringraziamento alla Vergine e al suo Figliolo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Sisto V, venuto a conoscenza di questa prodigiosa visione, ordin\u00f2 che sul suo sepolcro fosse dipinta la sua immagine con il Divino in braccio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">  <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><st1:personname productid=\"LA MORTE\" w:st=\"on\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">LA  MORTE<\/span><\/strong><\/st1:personname><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Mor\u00ec verso le 19 del 18 Maggio 1587 nel convento di S. Croce e Bonaventura dei Lucchesi, nella visione confortatrice della Vergine Santa circondata da una schiera di angeli. Nel momento della morte i piedi di Felice, sempre piagati e ulcerati, divennero bianchi e lisci come quelli di un bambino. Fu da subito venerato dalla piet\u00e0 popolare come santo. Anche i romani pontefici Sisto V e Gregorio XV furono visti recarsi pubblicamente al suo sepolcro per raccomandarsi a Dio con le preghiere di quel beato uomo. Il 27 aprile del 1631 le sue spoglie furono traslate nella chiesa consacrata all\u2019Immacolata Concezione della Vergine Maria in Via Veneto vicino Piazza Barberini; il corteo cui parteciparono 200 Cappuccini e la confraternita di San Marcello, avanz\u00f2 imponente fra due fittissime ali di popolo. Il corpo \u00e8 posto in un sarcofago del III secolo sotto l\u2019altare della seconda cappella laterale sinistra a lui intitolata. Fu beatificato il 1\u00b0 ottobre 1625 e canonizzato il 22 maggio del 1712.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">ALCUNI MIRACOLI<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">\u2022  <strong><span style=\"color: #000066\">Fra\u2019 Felice recatosi al suo Paese, per provvedere al suo pasto fa crescere le fave nell\u2019orto in pieno inverno<\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\"> <\/span><\/strong>Un giorno mentre era sulla strada di Cantalice per portare l\u2019indulgenza Plenaria di Gregorio XIII, buss\u00f2 alla porta di una casupola di Moncasale, dove viveva la famiglia del fratello maggiore. Felice si impensier\u00ec nel vedere la cognata che si preoccupava di preparare una bella cena. Fu cos\u00ec che Felice, nonostante la stagione invernale, la esort\u00f2 ad andare nell\u2019orto a prendergli delle fave fresche. La cognata allibita trov\u00f2 nell\u2019orto tantissime fave e non pot\u00e8 che riempire il grembiule per offrirle a <span style=\"font-size: 10pt\">Felice.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">\u2022  <strong><span style=\"color: #000066\">Una buona massaia \u00e8 disperata perch\u00e9 i bachi che coltiva con tanto amore sono prossimi a morire per mancanza di foglia di gelso. Fra\u2019 Felice la conforta, poi va a cogliere le foglie e gliele porta. Ma sebbene essa sia poca e bagnata e quindi insufficiente e dannosa, i bachi non solo non muoiono, ma fanno magnifici bozzoli <\/span><\/strong>La signora Pilois Maddalena era disperata. La pioggia continua le impediva di raccogliere foglia asciutta ed i suoi bachi stavano per morire. Lo seppe in tempo Fra Felice e, uscito nella prossima campagna, raccolse<\/span> pi\u00f9 foglia che pote\u2019 e la stese sui bachi invocando il nome di San Francesco d\u2019Assisi. Nell\u2019incredulit\u00e0 dei coniugi,l\u2019indomani la casa era piena di bozzoli. Si divulg\u00f2 in un baleno la notizia del prodigio e tutti vollero avere quella seta miracolosa.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">IL LIQUORE MISTERIOSO<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Il corpo di fra Felice fu rinchiuso in una duplice cassa, una di legno e l\u2019altra di piombo e, dunque in un sarcofago di marmo. Un misterioso liquore color argento cominci\u00f2 ad uscire per tre anni consecutivi, da quel sacro deposito, che, raccolto in grande quantit\u00e0, serv\u00ec a guarire una moltitudine di infermi. Lo stesso pontefice e molti cardinali lo facevano raccogliere con frequenza, data la fama degli strepitosi prodigi che con esso si operavano.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">L\u2019OLIO DELLA SUA LAMPADA<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Sul sepolcro ardeva continuamente una lampada ad olio. L\u2019olio fu usato spesso per ungere e guarire gli infermi:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Frate Paolo da Tivoli Cappuccino che giaceva da quarant\u2019anni paralizzato nel suo letto,<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Domenico, un povero lavoratore, epilettico e deforme con una cancro nel fianco;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Una fanciulla di 14 anni costretta da una grave malattia al letto da tre anni;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Caterina Belentano di appena tre anni che, priva della capacit\u00e0 di parlare, celebr\u00f2 l\u2019avvenuto miracolo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Il figliolo soffocato da Domenica Fabrizi, sorpresa dal sonno mentre l\u2019allattava.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">BEATIFICAZIONE<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">L\u2019immortale Urbano VIII della famiglia Barberini fece esaminare i miracoli che si dicevano operati da Dio per intercessione di fra Felice. Ne furono approvati 4 dei pi\u00f9 strepitosi e nell\u2019anno giubilare 1625, con breve del 1\u00b0 Ottobre, Urbano VIII lo proclam\u00f2 Beato.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">SANTIFICAZIONE<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Clemente XI nel giorno 22 maggio 1712, festa della SS. Trinit\u00e0, lo proclam\u00f2 Santo. La bolla di canonizzazione fu promulgata da Benedetto XIII il 4 maggio 1724. le cronache del tempo ci dicono tutta la gioia che inond\u00f2 il popolo cristiano nell\u2019apprendere la notizia della sua ultima glorificazione.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Ogni anno il 18 maggio si svolge in Cantalice una festa solenne in onore del Santo:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\u2022  In Cantalice c\u2019\u00e8 <st1:personname productid=\"la Confraternita\" w:st=\"on\">la Confraternita<\/st1:personname> intitolata al Santo. Ne fanno parte numerosi confratelli, essa si occupa della cura del Santuario e delll\u2019organizzazione della festa del 18 maggio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\u2022 Un cappuccino polacco ha fondato una nuova congregazione religiosa femminile chiamata \u201cFeliciane\u201d. Oggi esiste una fiorente congregazione di Suore Terziarie che hanno il nome di feliciane o di San Felice da Cantalice.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><o:p> <\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">BIBLIOGRAFIA <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">Ireno da Miciliano, \u201c <\/span><\/strong><em><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">S.Felice da Cantalice <\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">\u201d \u2013 <\/span><\/strong>Gens Sancta \u2013 Prima serie \u2013 86, Alba 30 maggio 1944<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">Alberto Venturoli <\/span><\/strong>, \u201c <em><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">San Felice da Cantalice <\/span><\/em>\u201d \u2013 Piemme , Roma 1993<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">Mons Carlo Fulio Bragoni <\/span><\/strong>, \u201c\u201d <em><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">I fioretti di S.Felice <\/span><\/em>\u2013 Arti Grafiche Nobili, Rieti 1970<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">Remo Branca <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman','serif'\">, \u201c <\/span><em><span style=\"font-size: 8.5pt; color: #000066\">L\u2019asino dei frati <\/span><\/em><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman','serif'\">\u201d \u2013 Colligrafik s.n.c. \u2013 Rieti, 1987 <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Questo servo di Dio che, vivendo non fece in terra altra figura che di uomo idiota e cercatore di limosina per i suoi frati, ora, regnando con Dio in cielo, venerato qua interra per la sua santit\u00e0 dai grandi confonde i fasti maestosi di ogni monarca pi\u00f9 sublime di questo mondo\u201d &nbsp; Felice da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/92"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/92\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.prolococantalice.it\/Wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}